Ushahidi.com – L’open source salverà il mondo.

Forse non è vero che la rete soppianterà progressivamente tutti gli altri media, ma di sicuro può integrarli dando vita a piattaforme d’informazione collettiva.

Se poi queste sono sviluppate su software open source, allora chiunque avrà il potere di immettere news nel canale di informazione, senza correre il rischio che il mainstream attuale semplicemente trasferisca il proprio controllo sul web.

Un esempio concreto di questa prospettiva è dato da Ushahidi, piattaforma per la condivisione di informazioni su situazioni di crisi.
Nato in poche ore dall’idea di un gruppo di programmatori per raccogliere il maggior numero di informazioni possibili nella settimana di violenze che aveva seguito le contestate elezioni del 2007 in Kenia, Ushahidi (testimone, in lingua swahili) è un software che permette di raccogliere le informazioni da diversi canali: non solo web come twitter, blog o facebook, ma anche tramite sms, opzione utilissima nel caso di aree non particolarmente sviluppate in cui la rete non è così capillare come invece la linea telefonica.

Ushahidi.com è diventata in brevissimo tempo la risposta alle inefficienze del sistema dei commenti sui blog che pure si sforzavano di seguire in tempo reale l’evolvere della situazione dando voce ai cittadini più lontani dai centri urbani.

Secondo Anahi Ayala Iacucci, trentenne italo-uruguaiana, che dirige Ushahidi Cile ed è coinvolta in numerosi progetti per diffondere l’uso della piattaforma in Guinea, nello Zambia e in Egitto, sentita dalla redazione de Il Post.it, “laddove l’informazione è potere, con Ushahidi questo potere viene condiviso con tutte le fasce della popolazione, e al tempo stesso diventa mezzo di organizzazione sociale, permettendo a chi fornisce le testimonianze e a chi le utilizza, di lavorare per un obiettivo comune nonostante l’eventuale distanza geografica”.

Su Ushahidi non sono soltanto gli scontri a poter essere documentati ma anche le necessità di qualunque tipo, da quelle di generi alimentari di prima necessità, a quelle di trattamenti medici d’emergenza, grazie alla possibilità di mappare tutte le informazioni ricevute dandone subito una visualizzazione spaziale che è in grado di fornire al primo impatto non solo un contenuto, ma una organizzazione grafica delle necessità. Negli anni è così diventato il più potente strumento crowdsourcing per la mappatura di crisi umanitarie in ogni angolo del globo, diventando sempre più semplice da utilizzare: dal terremoto di Haiti agli uragani che annualmente spazzano l’America, fino alle crisi ambientali e alle emergenze rifiuti.

L’apertura strutturale del codice di Ushahidi garantisce per il futuro potenzialità pressocchè infinite, con elevate capacità di adattamento a nuovi utilizzi della piattaforma: il futuro sarà di sicuro il monitoraggio di catastrofi ambientali che hanno sempre più ricadute sulle fasce più deboli della popolazione nei Paesi in via di sviluppo.
Ushahidi svolgerà quindi una fondamentale funzione di prevenzione, fornendo uno strumento di costante osservazione a basso costo, e il lavoro degli sviluppatori lo renderà sempre più accessibile e facile da usare. La possibilità di un futuro sostenibile passa anche da una rete libera e open source.

http://ushahidi.com/

Alessandro Martella